DIETRO LE QUINTE DI UNO SCATTO: ECCO I MINERVA FOTOGRAFATI DA ME


foto: © Monelle Chiti
Chi mi segue da tempo sa che da anni mi occupo di foto promozionali per bands italiane.
Mi occupo di tutto quello che c'è dietro ad uno scatto, dalla ricerca della location ai vestiti,
dallo shooting fino alla post-produzione.
La fotografia, la musica e i racconti sono sempre stati una mia grande passione, per questo oggi ho pensato di aprire una nuova rubrica e parlarvi di cosa c'è dietro una foto di posa, visto che quelle live penso che si commentino da sole - per chi volesse dare un'occhiata alle mie foto dei concerti (e anche a quelle dei ritratti) le trova tutte QUA.
COME NASCE UNA FOTO: ECCO LO SCATTO REALIZZATO PER I MINERVA
Quella che in apparenza sembra una foto scattata in un secondo spesso dietro cela ore e ore passate dietro ad una macchina fotografica.
La scorsa settimana ho fatto le foto promozionali ai Minerva, un bravissimo gruppo emergente della provincia di Bergamo. Nonostante lo scatto che vedete sembra fatto in piena estate sappiate che è stato scattato a -2 gradi in alta montagna, a più di 1000mt.
Il tutto è iniziato da un'idea mia e di Stefano, bassista della band, che conosceva un posto fighissimo in alta montagna, una specie di vastissima valle incantata, fatta di campi, casettine per le mucche e prati verdissimi. Il tutto fa un po' Heidi, è vero, ma lei non ha certo passato le nostre difficoltà a salire e scendere dalla vetta.
Decidiamo quindi di andare su un giorno di metà Gennaio quando il sole prometteva di farci compagnia.
A prescindere dal fatto che alcuni di noi (in particolare io e Serena, la cantante), non siamo abituati a certe scalate, il percorso è stato un po' tosto tra foreste e salite assurde, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
Adoro la natura essendo cresciuta in campagna e quando arrivo in cima esclamare "Wow!" è la prima cosa che mi viene in mente (l'altra è: "Perchè non è estate 12 mesi l'anno?). Il freddo assurdo ed il vento fortissimo ci fanno titubare un po' prima di scattare ma alla fine ci facciamo coraggio: i ragazzi quindi si cambiano tra risate e urli di imprecazione contro il freddo e dopo aver trovato la giusta location, scattiamo.
Mani congelate, naso rosso, capelli al vento, ma la certezza che verrà un bel servizio. E poi click!
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